venerdì 19 marzo 2010

Clinica clandestina per aborti a Rovigo, per Zagbla frutto della Bossi-Fini


Il responsabile per il Veneto dell’Italia dei Diritti: “Chi era regolare e ha perso il lavoro per il fallimento delle aziende diventa clandestino. Questo incentiva il ricorso a strutture sanitarie improvvisate”


Venezia – E’ stata denunciata per esercizio abusivo della professione medica, procurato aborto e ricettazione Defei Hu, la donna cinese che praticava interventi clandestini – per la maggior parte interruzioni di gravidanza – in un appartamento del centro di Rovigo adibito ad ambulatorio. L'indagine, partita dal ritrovamento di un volantino durante il controllo di laboratori e attività commerciali gestiti da extracomunitari, ha visto la collaborazione di una cittadina cinese, che si è finta una potenziale paziente della clinica e ha fissato un appuntamento. Disposta la perquisizione, gli uomini della polizia hanno colto sul fatto la gestrice della struttura abusiva mentre visitava tre connazionali, di cui un bambino, su un tavolino adibito a lettino medico.
“Di fronte all’ennesima scoperta di cliniche clandestine non posso non notare come tutto ciò sia frutto di una legge dello Stato”, ha commentato Emmanuel Zagbla, responsabile per il Veneto dell’Italia dei Diritti. “La Bossi-Fini – spiega il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – ha creato una situazione per cui anche gli stranieri regolari, nel momento in cui si trovano a perdere il lavoro, diventano come per magia clandestini. Questo genera l’impossibilità di recarsi in un ospedale pubblico, dal momento che si potrebbe venire denunciati, e di conseguenza il ricorso a strutture incontrollate e incontrollabili per trovare assistenza sanitaria, a rischio della propria salute. Per ovviare a queste problematiche – continua Zagbla – bisogna quantoprima attuare una revisione totale del sistema del permesso di soggiorno adeguandolo al clima di instabilità lavorativa di questo periodo di crisi. E’ impensabile – conclude – che chi perde il lavoro diventi un clandestino al fallimento dell’impresa per cui ha prestato la propria opera magari per anni”.

martedì 16 febbraio 2010

Baby gang aggredisce disabile e molesta ragazzina a Vicenza, il commento di Zagbla


Il responsabile per il Veneto dell’Italia dei Diritti: “Fatti condannabili ma non riconducibili all’immigrazione”

Vicenza – “Mi sconcerta venire a conoscenza di un accanimento così grave ai danni di persone indifese, ma non possiamo ricondurlo necessariamente al problema dell’immigrazione, soprattutto in un clima così duro e forviante come quello delle prossime elezioni regionali”. Questo è il commento del responsabile per il Veneto dell’Italia dei Diritti, Emmanuel Zagbla alla dichiarazione fatta da un assessore regionale del Veneto riguardante un’aggressione che sarebbe avvenuta a Bassano del Grappa (Vicenza), ad opera di una baby gang nei confronti di un disabile e di una ragazzina. Secondo il resoconto del politico in questione, la baby gang, composta da un gruppo di adolescenti extracomunitari e da un italiano, è riuscita a darsi alla fuga all’arrivo dei carabinieri. “L’atto di questi ragazzini è indubbiamente condannabile ma denota sicuramente un disagio sociale che ha radici ben più profonde di quelle legate al soggiorno degli stranieri in Italia. È fondamentale pertanto, – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – non sfruttare la questione a livello politico ma impegnarsi con serietà per ostacolare tali fenomeni in continua crescita”.

mercoledì 3 febbraio 2010

Buonuscita record per Galan, lo sdegno di Soldà


Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Sarà dura far digerire una cosa così ai cittadini che versano in grave difficoltà”

Roma – “Come potremmo mai spiegare una buonuscita di tale entità ai cittadini che hanno difficoltà nel mantenere un posto di lavoro, o che si trovano in cassa integrazione o sono in cerca di un’occupazione?”. Questo è il commento del vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà alla notizia dell’attribuzione di un trattamento di fine rapporto record al presidente uscente della Regione Veneto Giancarlo Galan, pari a 93.629,10 euro. Tale cifra spetterebbe a qualsiasi ex governatore con almeno due mandati alle spalle, come anche i 46.814,55 euro per qualsiasi altro consigliere non rieletto ma con una legislatura al suo attivo. “Ancora una volta – conclude Soldà – i politici si dimostrano del tutto incapaci di intercettare le problematiche degli elettori, chiudendosi nella ristretta cerchia dei privilegi loro accordati. Sento in giro tante dichiarazioni roboanti contro la casta, cui però non fanno mai seguito concrete azioni di contenimento dei costi. La speranza è l’ultima a morire, ma finora gli esempi in controtendenza sono stati ben pochi”.